sabato 17 ottobre 2020

Beau geste, per le nuove fragilità

di Simonetta Ottone •  C’è un gran desiderio nelle persone di incontro, di vita e passione; siamo tutti reduci da mesi di solitudine, mancanza di prospettiva, incertezza. Questi giorni hanno segnato e segneranno a lungo tempo le nostre vite, la nostra capacità e possibilità di condivisione ed elaborazione. Bea geste è il gesto che si fa carico, che accoglie, ripara, include, accompagna qualsiasi persona, in ogni condizione ella si trovi. 


Per dare voce a questo bisogno, e poterlo vivere insieme, abbiamo pensato di proporre degli appuntamenti speciali dedicati ad ogni cittadinanza, che si svolgeranno nel mese di Novembre a Livorno, a chiusura di un anno che rimarrà nella storia. Stiamo condividendo (alcuni patrocini sono in via di definizione) questo percorso con Centro OAMI, Fondazione Scotto, Laboratorio Olistico, APID, Rete Blog Politica Femminile, One Billion Rising Livorno. 
Le Nuove Fragilità oggi sono soprattutto le donne, i giovani, la possibilità di dialogo tra Persone di molteplici mondi e culture: ecco perché abbiamo deciso di parlare loro attraverso un mese di incontri aperti. E’ un augurio, un desiderio irrefrenabile, un gesto di scaramanzia. L’elaborazione del lutto, la sua accettazione, l’incredulità per il corto circuito in cui siamo finiti dentro ad ogni livello, hanno scatenato così tanta ansia in noi, la paura di subire altri strappi, il panico di ciò che non possiamo controllare, perché troppo grande, troppo incomprensibile, troppo lontano da noi, ma terribilmente scaraventato in noi e nelle nostre vite. I corpi che camminano senza una direzione tremano. Provano dolore: il dolore, lancinante, di vedere i nostri figli che al posto della Scuola, ovvero incontro, curiosità, confronto, disciplina, approfondimento e condivisione, si ritrovano un ammasso di lezioni virtuali, stando in pigiama, spettinati, pallidi e annoiati, tutto il giorno davanti ad un monitor. Come possono prepararsi alla vita? Come possono sentire la gioia, la vitalità, la testimonianza di un insegnamento? 
 Come facciamo noi genitori da soli (e le donne che si trovano a crescere da sole i loro figli sono un numero impressionante!) a sostituire tutto, a prepararli, ad essere modelli credibili di una società accettabile? Come faremo noi donne a non diventare ancora più invisibili ora che ogni servizio pubblico erogato (a correnti comunque alterne) sembra un privilegio, ridotte a cercarci lavoro per intere giornate, con uffici chiusi e istituzioni blindate, presidiando addirittura l’istruzione dei nostri figli da casa, tutto imploso nel domestico, nel privato, nell’indifferenziato. E perché i padri hanno potuto rientrare al lavoro 5 volte in più di noi? 

Abbiamo bisogno, anziché di essere oltretutto vittime di una continua strategia della tensione mediatica e fattiva, di coltivare la fiducia, alimentare una visione altra, essere cittadine di uno Stato che non ci vuole, da sane, indurre la malattia. E il covid ne è solo una. I costi esistenziali, economici e psicologici che stiamo pagando da Marzo ad ora sono altissimi, difficilmente giustificabili, in ogni caso. Lascio la riflessione sui numeri, le regioni, le statistiche a chi se ne occupa. 
Noi ci occupiamo di Persone, le cui vite attuali sono l’esempio più inconfutabile della realtà. Aprite gli uffici, parlate con la gente, faccia a faccia. Ecco, l’arte è nata per questo. Da corpo a corpo, non da corpo a macchina. L’arte ci ricorda cosa siamo capaci di fare quando siamo in dialogo. Vogliamo andare oltre il presente, sì. Oltre la minaccia, costante e sistematica, di nuove chiusure, nuovi strappi. Torneremo a danzare e a vivere in contatto fisico e incontro dal vivo. Perché ne abbiamo bisogno. Ci toccheremo le mani e gli occhi sorridendoci e magari concluderemo con un abbraccio tondo rotondo. 
Il Teatro e la Danza sono accadimenti reali di un rito, succedono attraverso il Corpo Voce e sono fondamentalmente fisici ed irripetibili. No ministro, non è uguale vederli sul web, e non siamo noi quell* che dobbiamo organizzarci alla nuova epoca, se questa ci esclude ed esclude espressioni che l’essere umano compie fin dalla notte dei tempi. Sono convinta che dobbiamo lavorare senza adattarci a ciò che stravolge il senso di ciò che facciamo, senza surrogati, elusioni e menzogne. Lavorare con la DanzaMovimentoTerapia, vuol dire andare al centro di ciò che la pandemia ha lasciato nei nostri nervi, nei nostri muscoli, nelle nostre articolazioni, nella parte più recondita di noi, quella che non trova parole per dire, quella che ci immobilizza ancora, in una vita già immobilizzata “per decreto”, o per quella “ripresa” vagheggiata da tutt* ma mai neanche vagamente organizzata, nel nostro paese. In questi mesi noi operatrici e operatori della Cultura e del benessere abbiamo continuato a muoverci a nostre spese (piove sempre sul bagnato!) , perché ci occupiamo di un bene primario, come il pane, come l'acqua potabile, come l’aria. Non lavoriamo e fatturiamo da Febbraio (fare il nostro lavoro era diventato un reato!), ma abbiamo pagato le tasse anche per ciò che non ci entra o entrerà. Ci aspettiamo di essere non solo nominat* da chi ci governa e da chi amministra i nostri territori, ma di ricevere strumenti e mezzi concreti per continuare ad offrire alle persone il nostro servizio, che è innanzitutto sociale. 
Siamo dunque in trepidante attesa di iniziative istituzionali che vadano a sostenere la cultura e l'esperienza dal vivo come diritti fondamentali e inalienabili delle persone, a cominciare dal paese in cui viviamo ed operiamo e di cui ci aspettiamo piena cittadinanza, avvicendando proposte ed opportunità. BEAU GESTE nasce da tutto questo, da questo invito a continuare ad immaginare INSIEME cose belle; di seguito il programma, i cui appuntamenti saranno svolti con la normativa vigente (per cui dobbiamo lavorare su più turni a nostro carico) : Vi aspettiamo! Tra tradizione e innovazione, la DanzaMovimentoTerapia come Risorsa Personale
7 Novembre ore 11 Casa Julka: incontro aperto a tutt* muovere il tempo, la Relazione tra Gesto e Suono Workshop di Formazione riconosciuto APID (Associazione Professionale Italiana DanzaMovimentoTerapia) con Simonetta Ottone e Manuela Tonelli; 28 e 29 Novembre, presso Laboratorio Olistico Livorno. Appuntamento rivolto a chi interessato ambito psicocorporeo Dance to live! Alle Radici del Corpo, Storie di Gesti di Donne In occasione della Giornata Internazionale contro la Violenza di Genere, Settimana Nazionale della DanzaMovimentoTerapia Sabato 21 Novembre ore 15; Evento online RAMLA, Forme in Movimento Lo Sguardo dell’altr* Culture in dialogo tra Oriente e Occidente. Incontro aperto a tutt* su DannzaMovimentoTerapia e Intercultura Sabato 14 Novembre ore 18, Casa Julka

mercoledì 10 giugno 2020

Dance to live, voci di Donne ci accompagnano

di Simonetta OttoneDance to live è figlia di questo periodo di “rottura” degli schemi ordinari, periodo in cui le persone che hanno fiducia nel lavoro e nella storia di certe realtà culturali precorrono i tempi e  richiamano un’azione manifesta.
Essere accompagnate, avere un supporto per poter proteggere la propria salute, la propria integrità psicofisica, sentire gioia, sentirsi vive. Muoversi e danzare.
Questo chiedono le persone, oggi ancora di più.
Come Associazione attiva da più di 20 anni ci siamo dunque domandate il senso di trasmettere elementi di una pratica, quella della DanzaMovimento, così delicata e complessa, in assenza di contatto fisico e di incontro dal vivo; d’altra parte, la riflessione su CORPO E TECNOLOGIA è al centro del nostro lavoro attuale, poiché le contingenze storiche ci chiedono violentemente questo.
Abbiamo quindi pensato di costruire un percorso che metta al centro la capacità resiliente del Corpo e nello stesso tempo possa farci ispirare da voci che nella storia della Danza e dell’Arte hanno stimolato la nostra capacità di resistenza, non solo in termini di adattamento, ma anche e soprattutto, in termini di visione critica di ciò cui siamo chiamat* ad affrontare nella nostra storia individuale e in quella collettiva. 
DANCE TO LIVE, letteralmente DANZARE PER VIVERE, nelle nostre intenzioni darà sicuramente  vita ad un incontro tra il nostro bisogno e il nostro desiderio di muoverci e il nostro bisogno e il nostro desiderio di nutrire in noi visioni ed ispirazioni. 
DANCE TO LIVE si concretizza in un primo ciclo di 6 lezioni on line in cui si partirà incrociando più coordinate su una stessa mappa: l’approccio alla DanzaMovimentoTerapia secondo il Metodo Maria Fux, il Sistema di Analisi del Movimento Laban/Bartenieff, elementi di Danza Contemporanea Metodo Laban/Nikolais, il TeatroDanza italiano e tedesco. 
In queste lezioni ci dedicheremo ad aprire i canali del nostro CorpoMente, attraverso l’organizzazione della postura, della gestione del peso, del tempo e dello spazio, nelle diverse qualità di movimento, in connessione con la dimensione emotiva e simbolica. 

Ogni incontro, della durata di 20 - 25 minuti,  prevederà uno o più spunti creativi e si concluderà con l’evocazione di una storia particolare che interessa il mondo delle donne e degli uomini nelle diverse epoche.  
Parleremo soprattutto delle donne che hanno danzato per affermare la liberazione di tutte le donne, partendo dal corpo e dal diritto all’autodeterminazione: donne che, ai primi del ‘900,  hanno gettato le fondamenta della “nuova danza” dando un contributo forte a tutta la rivoluzione artistica del tempo; donne che hanno creato danze “disobbedienti” a Berlino negli anni ’30 contro l’ascesa del nazifascismo e donne che hanno continuato a ballare in teatro sotto le bombe piovute dal cielo di Londra durante la II° Guerra Mondiale. E ancora Donne che hanno unito popoli creando nuovi mondi di danza e donne che hanno restituito il diritto di danzare a ogni persona, ma anche uomini che hanno lottato dal dopoguerra e per tutta la vita contro i pregiudizi razziali presenti nel mondo della danza, come nella società statunitense del tempo.
Ci auguriamo che DANCE TO LIVE fornirà un’occasione di nutrimento attraverso la memoria di un passato che farà forse da impalcatura ad un presente così rarefatto e distopico ed a un futuro che si annuncia pesante e che non si lascia intravedere: riuscissimo a trattenere anche solo un briciolo di tutta la visionarietà folle ed innamorata che animava queste grandi donne e questi grandi uomini, forse potremmo ancora difendere il nostro diritto di sognare (e di cambiare) .
Almeno, questo è il nostro augurio.
L’intero ricavato di DANCE TO LIVE sarà utilizzato per finanziare le attività di supporto e accompagnamento individuali con finalità terapeutiche di Associazione DanzArte.
Grazie di cuore a chi vorrà sostenerci!
Progetto a cura di Simonetta Ottone (programma e conduzione) e Ashraf Tawfik (video e grafica)

lunedì 27 gennaio 2020

Crescere uomini, di Monica Lanfranco: presentazione a Livorno

Sabato 8 Febbraio a Livorno (in Via della Bassata 9, h. 18) Monica Lanfranco presenta l’ultimo suo libro: Crescere uomini. Le parole dei ragazzi su sessualità. Pornografia, sessismo (Erickson)
Dopo un viaggio che ha portato l’autrice a misurarsi con centinaia di ragazz* e adolescent*, queste sono le domande da cui parte l’opera:
Cosa é per te la sessualità? Cosa provi quando leggi di uomini che violentano le donne? Essere virile, che significa? Pensi che la violenza sia una componente della sessualità maschile più che di quella femminile? La pornografia influisce, e come, sulla tua sessualità?

Dalle risposte a queste cinque domande, rivolte dall’autrice a 1500 studenti tra i 16 e i 19 anni, emerge il ritratto di giovani uomini della generazione digitale che, in assenza di indicazioni sulla sessualità da parte del mondo adulto, racconta youporn come unica fonte di ‘insegnamento’ e una maschilità ‘naturalmente’ violenta, governata da un presunto ‘istinto’ aggressivo connaturato con la virilità.
L’analisi delle risposte, da parte di una attivista e formatrice, impegnata da anni in un lavoro unico in Italia dove sono gli uomini comuni a parlare della sessualità maschile, restituisce il vissuto dei nostri figli e degli alunni sul loro corpo e sulle relazioni con l’altro sesso.

Il libro identifica alcune parole chiave per colmare il vuoto di attenzione verso la sessualità maschile, uno dei problemi da affrontare senza paura e tabù, soprattutto nella scuola, per prevenire la violenza sulle donne. Dalle risposte dei ragazzi é nato un progetto di teatro sociale per le scuole in cui i protagonisti sono i giovani, che si mettono in gioco a partire dai materiali del libro.
Il testo é dedicato a chi (a cominciare dai padri, dalle madri e da tutte le altre figure adulte di riferimento che lavorano nella scuola e nelle diverse agenzie educative) voglia trovare spunti e ispirazione nel difficile, ma indispensabile, percorso di accompagnamento verso una radicale trasformazione delle relazioni tra i generi.
Volgere lo sguardo verso le responsabilità e le risorse dei giovani uomini per cambiare le relazioni tra uomini e donne nella direzione del rispetto e dell’empatia significa smettere di considerare la violenza contro le donne un problema femminile, e tessere una nuova narrazione, partendo dal vissuto e delle parole dei giovai maschi, che costruisca una diversa modalità di confronto. Arricchiscono il testo indicazioni bibliografiche, sitografiche e video-cinematografiche per costruire un bagaglio di fonti da condividere con i figli, gli alunni e i giovani che si supportano nel percorso educativo.
La presentazione a Livorno è a conclusione di “Il corpo liberato, L’intreccio tra la DanzaMovimentoTerapia con la visione critica degli stereotipi di genere”, incontro a cura di Monica Lanfranco e Simonetta Ottone (DanzArte/Casa Julka/APID), nell'ambito delle iniziative italiane di ONE BILLION RISING 2020, Movimento Internazionale V - DAY.

domenica 29 dicembre 2019

Il Corpo liberato

di Simonetta OttoneIl corpo liberato. Dalla Danza Moderna alla DanzaMovimentoTerapia nelle tracce delle donne che l'hanno inventata. Un incontro presso Casa Julka a Livorno, incentrato sulla rappresentazione della donna nei media e in arte, proposto nell'ambito della 2 giornate di studio che avrà luogo l'8 e il 9 febbraio 2020, della Formazione Permanente Associazione Professionale Italiana DanzaMovimentoTerapia (APID), rivolta a insegnanti, educatrici/ori, Operatrici/ori della Relazione di Cura, d’Aiuto, dell’ambito psico-corporeo, artistico e arte-terapeutico.
Grazie al contributo di Monica Lanfranco e di Simonetta Ottone sarà possibile partire dalla rappresentazione dell’immagine della donna nei media, per collegarci a forme d’arte in cui le donne stesse sono riuscite a rovesciare ogni stereotipo sulla rappresentazione, l’espressione, la gestione del proprio corpo e  del proprio ruolo pubblico.

La danza moderna, infatti,  è stata inventata, diffusa e gestita da donne: agli inizi del Novecento per la prima volta le donne rappresentavano sé stesse e il mondo, nel pieno della loro soggettività esposta al pubblico. Fu la prima e unica volta nella storia dell’arte e della cultura che le donne resistettero autonomamente, perdendo consenso e protezione sociale, si esposero al pubblico, in posizione frontale.


Il Seminario teorico-esperienziale sarà introdotto da Monica Lanfranco,  con un intervento che prevede la visione di materiali e momenti di condivisione e attività di riflessione sul tema degli stereotipi di genere e il sessismo nel linguaggio e nei media.
La parte danzamovimentoterapeutica, curata da Simonetta Ottone, si concentrerà sulla testimonianza ad opera delle pioniere della Danza Moderna riguardo la Narrazione del Corpo Femminile, grazie a spunti testuali, ed alla visione di materiali.
Partendo dai principi della Danza Moderna ed alla necessità di una maggiore consapevolezza sul tema in ambito danzamovimentoterapeutico, il lavoro corporeo si focalizzerà sul Femminile e il Maschile, attraverso la Metodologia di Maria Fux, il Metodo De Vera D’Aragona ed i principi di movimento della Danza Moderna e del TeatroDanza.
L’iniziativa è volta ad Informare e promuovere una cultura corretta sulla relazione di genere e la differenza di genere attraverso la storia delle donne di ieri e di oggi; prevenire il conflitto di genere, favorire l’empowerment femminile.
La Formazione  è patrocinata e sostenuta dal Comune di Livorno e fa parte delle iniziative italiane previste in occasione di ONE BILLION RISING 2020, Movimento Internazionale V – DAY contro la violenza su donne e bambine.
IL CORPO LIBERATO è ideato e organizzato da Associazione Compagnia DanzArte (Progetto One Billion Rising Livorno/ Casa Julka), con la partecipazione di  Altradimora (Alessandria), Radio delle Donne, Rivista Marea.
Alcune note sulle relatrici:
Monica Lanfrancogiornalista e formatrice sui temi della differenza di genere e sul conflitto. Ha fondato nel 1994 il trimestrale Marea. Ha collaborato con Radio Rai International. Ha un blog sul Fatto quotidiano e su Micromega. Ha insegnato Teoria e Tecnica dei nuovi media all’Università di Parma. Conduce corsi di formazione sulla storia del movimento delle donne, sulla comunicazione di genere, e sulla risoluzione nonviolenta dei conflitti. Dal 2008 gestisce Altradimora, una struttura che promuove  e ospita molti progetti culturali con ottica di genere.
Tra i suoi libri "Uomini che odiano amano le donne - virilità, sesso, violenza: la parola ai maschi" (Marea Edizioni) dal quale è stata tratta la piece teatrale "Manutenzioni – Uomini a nudo",  primo caso italiano di teatro sociale per uomini. "Parole madri - ritratti di femministe: narrazioni e visioni sul materno" (Marea Edizioni). Il suo ultimo libro è "Crescere uomini - le parole dei ragazzi su sessualità, pornografia, sessismo" (2019 Erickson)
Simonetta Ottone: DanzaMovimentoTerapeuta APID (Socia n. 296 e Presidente), Danzatrice professionista, .Coreografa e Docente di danza e movimento dal 1990, autrice di “Danzare il Simbolo. DanzaMovimentoTerapia nel mondo tossicomane” (Edizione Creativa 2011, ristampa 2017) e di “Disancorati” (romanzo, Ed. Creativa 2017). Ha studiato Corso universitario Scienze e Tecniche psicologiche – Facoltà di Psicologia. Impegnata come danzamovimentoterapeuta in ambito di salute mentale, diversabilità, dipendenze, educazione e prevenzione, in strutture pubbliche e private. Promotrice di iniziative a sostegno dei Diritti delle Donne, in onda come autrice e interprete su Arcoiris – TV con lo spettacolo “A Voce alta”. Autrice della Rete -  Blog nazionale POLITICA FEMMINILE, Tutor Movimento Internazionale V – Day. Formatrice di danzamovimentoterapeut* e all’interno di  percorsi rivolti a Docenti, operatori e volontari, riguardanti il Corpo e le tematiche di genere. • casajulka@gmail.com

sabato 28 dicembre 2019

Stazioni lunari, la Musica che Apre

di Simonetta Ottone • Mercoledì 18 Dicembre, primo pomeriggio. L’appuntamento con le ed i protagonisti dello spettacolo che si terrà Giovedì 19 ore 21.30, in occasione della riapertura dello storico Teatro Aurora di Scandicci, è previsto in uno studio a Sesto Fiorentino.
Sembra un pomeriggio come gli altri, con la luce ordinaria e disincantata nel cielo di una Firenze periferica. Sono felice di incontrare questo progetto che mette al centro tre donne, tre artiste di provenienza, formazione e generazione diverse. Tre ipotesi di come abitare il ruolo artistico, proprio in quanto donne. Appena arrivati, io per le interviste e Michele Faliani per le foto, seguiamo la musica, apriamo la porta e davanti a noi ci sono loro, con i loro strumenti in azione e le voci di Ginevra e Cristina che ci regalano un inedito Tim Buckley.
Con affabilità si organizzano per la nostra intervista. Francesco Magnelli, quale ideatore di "Stazioni Lunari", inizia a parlarci dell’aspetto legato alla vita e al senso di quello che è, non solo uno spettacolo itinerante dunque, ma una visione rispetto al fare musica oggi. Progetto culturale nel pieno senso del termine, longevo e generativo, domando al musicista qual è il suo segreto di elisir di lunga vita.
“STAZIONI ha capacità di riciclarsi continuamente, perché cambiando artisti ogni volta si crea una serata unica, dovuta al luogo, alla situazione. La scelta di artisti, di più generazioni, la creazione di una scaletta diversa ogni volta. E’ un lavoro impegnativo, dove permane l’entusiasmo della Prima.
Gli artisti vengono da mondi diversi, l’idea è quella di abbattere il genere, c’è solo musica. Domani c’è un estremo, con l’inserimento di musica classica, con il Quartetto dei nostri Tempi, con brani di Shostakovich, Beethoven, Schumann…
Stazioni Lunari è un invito all’ascolto da parte del pubblico e da parte degli artisti tra loro, è uno spettacolo di 2 ore in cui partecipi anche solo ascoltando. Nei nostri spettacoli  il pubblico ascolta ciò a cui non è magari abituato, si possono fare scoperte grosse, il pubblico viene a vedere gli artisti per le attitudini che hanno , sono loro che decidono come partecipare.
In una sorta di abbattimento dell’ego centrale, i cantanti sono dislocati sul palco, come si costruisse una squadra di voci, senza un leader centrale; Ginevra è centrale ma si muove, gira insieme agli altri. Dà la possibilità ai cantanti stessi di esprimersi in modo diverso da come fanno di solito. Ad es. Piero Pelù e Bobo Rondelli per indole si sono buttati in mezzo agli altri, Cristina Donà che è tanto che partecipa nel tempo si è coinvolta sempre di più, come Nada, che all’inizio stava molto nel suo spazio.
La diversità esiste, c’è, è normale che ci sia, la diversità fa ricchezza ovunque, anche in cultura, non la ostento, non è un connubio per forza positivo, porta miniscontri che però sono vita. La cosa bella è che è rimasto uno spettacolo unico nel panorama, questo lo dico dopo 16 anni, con artisti di questa caratura artistica che stanno insieme, nella loro differenza. Si tratta di uno spettacolo che và al di là della fruizione di una buona musica, al suo interno c’è tutta una serie di messaggi che và oltre la musica, dentro le stanze potrebbe starci un danzatore, la parola, chi dipinge, qualsiasi forma d’arte”.
Incontriamo poi Cristina Donà, che inizia ad accompagnarci nel suo personale viaggio all’interno di Stazioni Lunari. “La spinta propulsiva a prendere parte a questo progetto è costituita da molti tasselli. Inizia nel 2004. Conoscevo Ginevra, il mondo dei CSI, entrare in Stazioni Lunari è stato un regalo, stare in un laboratorio come artista dove sin da subito sperimentare una relazione con i musicisti diversa da quella che abitualmente praticavo.
Io essendo un’artista solista, dettavo un po’ le regole, anche se non sono un capitano con forme dittatoriali! L’idea di Stazioni è un’idea unica, perché questa è una Casa dove a turno si animano delle stanze, la permanenza sul palco presuppone che se uno vuole può anche interagire, improvvisare, la qualità dell’ascolto sale tantissimo. Le prove non ci sono, c’è il sound check, c’è un mondo da mettere in piedi. Io faccio parte di questo progetto da allora, ho potuto conoscere personalmente molti artisti, come Teresa De Sio, Pelù. Marco Parente, Nada, Riccardo Tesio, Cristicchi… sempre una grande emozione. Confrontarsi con emozioni diverse, di fronte a un pubblico, tenere alto l’interesse, partecipare in diversi modi, anche solo ascoltando. Questo laboratorio credo abbia messo le basi per quell’avventura che è nata con Ginevra, “Così vicine”, il nostro album insieme: ogni volta che si cantava insieme la gioia era grande. Francesco che è un grande osservatore e un grande creatore di progetti ha intuito che avremmo potuto dare vita a questo lavoro. Francesco ha  ideato STAZIONI per far convivere vocalità e provenienze diverse. Questa è una grande scuola, per andare oltre le rivalità. Un aspetto importante per il pubblico, i canali principali non puntano sulla biodiversità”.
Infine, i saluti ce li fa l’altra padrona di casa, Ginevra Di Marco: “Stazioni Lunari ritorna spettacolo composito, difficile, con tanti artisti diversi, non è sempre facile accordare i suoni. Cristina Donà è un po’ la madrina di Stazioni Lunari; dei Rappresentanti di Lista ci siamo innamorati con i loro ultimi 2 dischi. Il Quartetto i nostri Tempi accentua il desiderio di mettere in dialogo linguaggi diversi, di essere una Comunità dal vivo, dove la musica si incontra, partecipiamo ognuno della musica dell’altro, in commistione. Io starò lì, in mezzo a tutto questo”.


Giovedì 19, sul palco arrivano a poco a poco tutti i protagonisti dello spettacolo, ma la scena è sempre abitata da queste tre artiste meravigliose: Ginevra Di Marco, Cristina Donà, Veronica Lucchesi.
Sono tutti insieme, cantanti, autori, musicisti, orchestrali, per celebrare Stazioni Lunari, la comunità pensata da Francesco Magnelli fin dal 2003.
I brani si snocciolano a due a due, presentati dalle tre donne al centro della scena, accompagnate dai musicisti e dal Quartetto dei nostri Tempi.
Si inizia già al massimo dell’energia con G. Di Marco in CANZONE ARRABBIATA, prosegue Veronica Lucchesi con LA BALLATA DELLA RAGAZZA ANNEGATA e GIOVANE FEMMINA.
Cristina Donà presenta SONG TO THE SIREN e GOCCIA. I pezzi si susseguono in un flusso continuo in cui le voci e gli strumenti si incastrano come in un gioco d’amore.
Il Quartetto dei nostri Tempi esegue un vertiginoso Shostakovic, poi Schumann, Beethoven, come se tutto fosse un unico, eterno discorso sonoro, che tutto comprende e tutto rigenera.
Nella serata spicca una Cristina Donà dirompente con chitarra, voce e rock,  che conclude nei bis in UNIVERSO, bello, forte e delicato insieme.
QUESTO CORPO di Veronica Lucchesi regala ancora l’approccio aperto, teatrale e fortemente contemporaneo di una poetica sul confine della fragilità come forza.
Il concerto chiude con la sublime MONTESOLE dei PGR e con FUOCHI NELLA NOTTE DI SAN GIOVANNI dei CSI, rievocati nella voce di Ginevra Di Marco e nella direzione di Francesco Magnelli, che ci regala così il desiderio condiviso che eredità coraggiose vengano raccolte e ampliate ancora.


giovedì 24 ottobre 2019

Le donne curde. La loro lotta per tutte Noi

di Simonetta Ottone • Di seguito il testo che One Billion Rising Livorno ha inviato alle istituzioni del proprio territorio, invitandole ad un confronto diretto con le associazioni femminili e i gruppi di donne destinatarie dell’appello pervenuto dalle donne curde a seguito della invasione turca.

Al Sindaco di Livorno, al Comune di Livorno, alla Regione Toscana
Alla cittadinanza tutta
Lettera aperta delle donne, dalla Siria del nord, alle donne di tutto il mondo: Le combattenti siriane lanciano un appello alle donne di tutto il mondo.
“Nelle stesse ore, l'Isis ha assassinato Havrin Khalaf, segretaria generale del Partito per il Futuro della Siria, giovane attivista, ingegnera, a capo di un movimento che era una speranza per tutto il mondo.
Come donne di diverse culture e fedi, provenienti dalle antiche terre della Mesopotamia, vi inviamo il nostro più caloroso saluto; e vi invitiamo a partecipare alle azioni per fermare la guerra di invasione della Turchia nella Siria e per superare il fascismo e il patriarcato in tutto il mondo.
Vi scriviamo dal vivo della guerra nel nord est della Siria, imposta alla nostra terra dallo stato turco. Siamo sopravvvissute resistendo per 3 giorni ai bombardamenti dei caccia turchi e dei carri armati. Abbiamo visto le madri nei nostri quartieri prese di mira dai bombardamenti turchi quando escono di casa in cerca di pane per le loro famiglie.
Abbiamo visto una granata NATO fare a pezzi la gamba di Sara, di 7 anni, e uccidere suo fratello Mohammed di 12 anni. Stiamo assistendo al bombardamento di quartieri e chiese cristiane, mentre le nostre sorelle e fratelli cristiani, i cui nonni sono sopravvissuti al genocidio nel 1915, sono ora assassinati dall'esercito del nuovo impero ottomano di Erdogan. Due anni fa, abbiamo visto che, con fondi ONU e UE, lo stato turco ha costruito un muro di confine di 620 km per rafforzare fisicamente la divisione del nostro paese e impedire a più rifugiati di cercare scampo in Europa. Ora, assistiamo al fatto che i carri armati stessi dello stato turco, i soldati e i gruppi killer jihadisti hanno rimosso parte del muro per invadere le nostre città e villaggi. 
Stiamo assistendo al modo in cui i quartieri, i villaggi, le scuole, gli ospedali e il patrimonio culturale di curdi, Ezidi, arabi, siriaci, armeni, ceceni, circassi, turkmeni e altre culture che vivono qui in comune, sono presi di mira da attacchi aerei e fuoco di artiglieria. Vediamo come migliaia di famiglie siano costrette a fuggire dalle loro case per cercare rifugio senza nessun posto sicuro dove andare. Inoltre, vediamo i commandos killer dell'ISIS attaccare nuovamente città come Raqqa, che due anni fa era stata liberata dal regime terroristico dello Stato Islamico grazie alla lotta comune della nostra gente (e lo stesso avviene ora a Kobane, che nel 2015 era stata liberata dall'Isis grazie alle forze curde, ndr). Ancora una volta, vediamo gli attacchi militari congiunti dell'esercito turco e dei loro mercenari jihadisti contro Serêkani, Girêsipi e Kobane
Questi sono solo alcuni degli incidenti che abbiamo affrontato da quando Erdoğan ha dichiarato la guerra, il 9 ottobre 2019.
Mentre l'operazione di pulizia etnica genocida della Turchia fa i primi passi, vediamo anche la coraggiosa resistenza di donne, uomini e giovani che alzano la voce in difesa della loro terra e della loro dignità. Per 3 giorni i combattenti delle forze democratiche siriane SDF, insieme a YPJ e YPG, hanno combattuto con successo in prima linea per prevenire l'invasione e i massacri della Turchia. Donne e persone di tutte le età fanno parte di tutti i campi di questa resistenza per difendere l'umanità, le conquiste e i valori della rivoluzione femminile nel Rojava. 
Come donne, siamo decise a combattere finché non raggiungeremo la vittoria della pace, della libertà e della giustizia. Per raggiungere il nostro obiettivo, facciamo affidamento sulla solidarietà internazionale e sulla lotta comune delle donne e di tutti coloro che amano la libertà. Chiediamo di:
• fermare immediatamente l'invasione e l'occupazione della Turchia nella Siria settentrionale e orientale
• istituire una No-Fly-Zone per la protezione della vita delle persone nella Siria settentrionale e orientale
• prevenire ulteriori crimini di guerra e pulizia etnica da parte delle forze dell'esercito turco, dell'ISIS, di El Nusra e di altre organizzazioni killer jihadiste
• garantire la condanna di tutti i criminali di guerra secondo il diritto internazionale
• interrompere il commercio di armi con la Turchia
• attuare sanzioni politiche ed economiche contro la Turchia
• adottare misure immediate per una soluzione politica della crisi in Siria con la rappresentanza e la partecipazione di tutte le diverse comunità nazionali, culturali e religiose in Siria”. 
One Billion Rising Livorno, insieme al Movimento Internazionale V – DAY ed alle maggiori Associazioni femminili in Italia e nel mondo, chiede al Comune di Livorno e alla Regione Toscana di  sollecitare nel Governo italiano, nell’Unione Europea e nella Comunità internazionale una posizione decisa per porre termine alle barbarie messe in atto da Erdogan e dalla Turchia.
Pertanto, One Billion Risign Livorno chiede di poter partecipare alle azioni che le istituzioni locali metteranno in campo in questo senso. 
One Billion Risign Livorno
Movimento Internazionale V – DAY
Casa Julka

In data 23 Ottobre leggiamo un documento nato all’unanimità nel Consiglio Regionale Toscano ed indirizzato al Presidente del Consiglio. Di seguito i particolari del comunicato: "Siria, il grande abbraccio del Consiglio al popolo curdo e l’impegno a commemorare Hevrin Khalaf. Gazzetti in aula: “Lo spirito della condanna dell’attacco e della solidarietà ci ha unito tutti”.
Unanimità dell’assemblea di palazzo del Pegaso
Massima e totale solidarietà al popolo curdo da parte di tutto il Consiglio regionale della Toscana che stamani, all’unanimità, ha approvato la mozione di ferma condanna dell’intervento militare della Turchia nella Siria mediorientale, esprimendo vicinanza e solidarietà a tutto il popolo curdo; con anche l’impegno a commemorare Hevrin Khalaf, la giovane attivista barbaramente assassinata nei giorni scorsi. “Ad unirci tutti è stato lo spirito di questo testo – ha detto il consigliere del Pd in Regione Francesco Gazzetti presentando in aula la mozione che ha unificato i testi di Pd, Sì Toscana a Sinistra e Lega - un documento che è diventato patrimonio sia di coloro che avevano preparato gli atti su cui abbiamo lavorato ed anche di chi ha poi deciso di sottoscrivere la nuova formulazione. Ed io voglio ringraziare per il lavoro e la disponibilità sia gli uni che gli altri. Così facendo, tutti insieme, abbiamo fatto sentire forte e chiara la voce del Consiglio che ha espresso la sua ferma condanna rispetto all’attacco militare unilaterale deciso dal Governo turco guidato da Erdogan e la solidarietà e la vicinanza ai bambini, alle donne, agli uomini curdi vittime della violenza e dell’oppressione. Il sostegno così ampio, unanime, a questa mozione – ha aggiunto Gazzetti - è il segno della grande sensibilità che la Toscana, terra di Pace e di uomini come padre Ernesto Balducci, sa esprimere. Una sensibilità che la rende speciale e che in situazioni come questa sa far prevalere questo spirito alle divisioni ed alle contrapposizioni”. Il testo della mozione, come spiegato nel dettaglio Gazzetti che ne è il primo firmatario, nato, come detto, dagli atti presentati separatamente da Sì-Toscana a Sinistra e Lega e che, al ternine di un accurato lavoro di sintesi, ha permesso di presentare in aula un testo che è stato sottoscritto da tutte le consigliere ed i consiglieri dell'assemblea regionale compresi i Presidenti Rossi e Giani. Nella nuova formulazione, oltre ai temi sopra citati ed alla adeguata commemorazione di Hevrin Khalaf così come avvenuto anche per il giovane Lorenzo Orsetti, si chiede un impegno alla Regione a rafforzare il proprio ruolo di coordinamento degli attori del territorio che operano nella cooperazione internazionale, di perseguire forme di aiuto concreto alla popolazione curda, a partire dalla cooperazione sanitaria sul campo come già anticipato dal Presidente della Giunta Rossi. E poi a continuare ogni azione utile, insieme ad ANCI e ai Comuni della Toscana, volta a sensibilizzare l’opinione pubblica circa la necessità di: condannare l’attacco militare turco, chiedere l’immediata interruzione delle ostilità, l'applicazione del diritto umanitario in modo che tutti i feriti possano ricevere le cure a cui hanno diritto. La mozione impegna anche ad attivarsi nei confronti del Governo italiano, affinché l’interruzione della fornitura delle armi riguardi non solo le future forniture ma anche quelle correnti; e nei confronti della comunità internazionale affinché venga richiesta la sospensione dei negoziati di adesione della Turchia all’Unione Europea e si valutino sanzioni concrete nei confronti della stessa Turchia; a porre inoltre in sede Nato di valutare l’opportunità, allo stato attuale, di proseguire con la missione Nato “Active Fence” che vede l’impiego delle truppe italiane sul campo, nonché valutare ogni iniziative possibile per garantire l’incolumità dei civili presenti nel territorio, tra le quali l’eventualità di creare una no fly zone nell’area interessata per proteggere la popolazione dei bombardamenti. La mozione è stata approvata con voto unanime da parte del Consiglio Regionale”.
ONE BILLION RISING ringrazia le forze politiche che hanno lavorato per la stesura della mozione, compiendo una scelta netta e unitaria a difesa delle donne e delle popolazioni curde e condannando in modo chiaro la Turchia di Erdogan.
Ringraziamo quelle e quei rappresentanti istituzionali che hanno accolto il nostro documento e il Consigliere Francesco Gazzetti, primo firmatario del testo della mozione.
Invitiamo i Consigli regionali del paese a fare la scelta del Consiglio Regionale Toscano le nostre sorelle italiane a lavorare insieme per la difesa e la giustizia che le donne curde meritano.

venerdì 27 settembre 2019

La settimana della Danzamovimentoterapia APID. 29 Settembre - 6 Ottobre in tutta Italia!

di Simonetta Ottone • Torna, nella sua Quarta Edizione, La Settimana della Danzamovimentoterapia (DMT) APID®, dal 29 Settembre al 6 Ottobre: tante le iniziative in programma e tantissime le realtà coinvolte! 

Sarà una marea di donne (e qui ci ispiriamo a Monica Lanfranco che così ha chiamato, Marea, la sua straordinaria rivista femminista ultraventennale), che muove decine, centinaia, migliaia di persone in tutta Italia! 

 Le donne, creature della quotidianità che le vuole oggi più che mai invisibili, marginali, sovraccaricate dalla crescente assenza di servizi sociali; il massacro dei comparti economici che riguardano l’ambito del sociale e della cultura, le colpisce infatti direttamente come lavoratrici e professioniste a larga maggioranza di questi settori.

Donne italiane, ovvero il grande ammortizzatore del sistema paese, sempre più escluse dall’opportunità di partecipare attivamente alla vita pubblica e politica , laddove si dirige, si decide, si incide. Donne spesso più qualificate e meritevoli sacrificate (sacrificando l’evoluzione di tutta la società!), per mancanza di opportunità, iniqua distribuzione dei carichi domestici, boicottaggio di genere da parte di molti uomini che sono ai posti di comando e si “allargano” sempre più (grazie all’imbarazzante cameratismo di genere di stampo patriarcale, ogni giorno più ostentato). 

APID® è l’Associazione che regolamenta in Italia la professione della DanzaMovimentoTerapia: è costituita in larghissima maggioranza da donne, in ogni  organo e il Comitato Scientifico vede la presenza di tre donne e un uomo.

L'anteprima della manifestazione è prevista per il 28 Settembre a Livorno (con il supporto e il Patrocinio del Comune di Livorno). DOMENICA 29 SETTEMBRE sarà la giornata dei  FLASHMOBS della DanzaMovimentoTerapia: tutto fuori è caos e frenesia, dimenticanza di sé e degli altri. Le danzamovimentoterapeute italiane (e colleghi) inviteranno al silenzio e all’ascolto. Ci guarderemo l’una nell’altro con un augurio: FERMATI, ASCOLTA, DANZA. 

E’ questo che fa la DANZAMOVIMENTOTERAPIA: ci fa ricordare di noi, e di quanto sia importante investire sulla Centralità della Persona, nel nostro lavoro e nella testimonianza che portiamo nei vari ambiti della Società. Investire quindi nella COMUNITA’, in un progetto di Cura che coinvolge e mette in dialogo il mondo dell’Arte, dell’Educazione, della Salute.

Anche in questa Edizione continueremo a parlare di ciò che il nostro lavoro smuove innanzitutto nelle persone, nelle realtà e nei molteplici settori ove viene applicato. 

Avremo ancora l’opportunità di misurarci, in modo originale, con la realtà delle varie regioni e dei territori e mettere in risalto un lavoro locale che si collega e si inserisce in un respiro nazionale, con possibilità di confronto con la realtà europea, all’interno delle nostre specificità.
APID® da più di venti anni rappresenta in Italia questa sintesi straordinaria, svolgendo un’azione di avanguardia costante, in rapporto alle istituzioni e ai vari settori dell’Educazione, Riabilitazione, Prevenzione, Ricerca. 
Il paese risponde a questo momento di connessione vera, reale, dal vivo, irripetibile.  

Tantissime le località e le città che si mobilitano: da Reggio Calabria a Torino, da Palermo a Milano, da Napoli a Livorno, Genova, Vercelli, Venezia, Ascoli Piceno, Roma, Frosinone,  Ragusa, Catania, Rivoli,  Firenze, Vicenza, Bari, Perugia, Parma, Modena, Como, Siracusa, Bergamo,  Grosseto, Padova, Novara, Monza,  Foligno,  sono solo alcune delle Città unite nella SETTIMANA DELLA DANZAMOVIMENTOTERAPIA APID® 2019! 

Una manifestazione che assurge ad auspicio e invito a ritrovare il volto più autentico del nostro paese, in tutti i suoi “pezzi, belli e diversi”,  per svuotarlo dalla paura e riempirlo di speranza!
#Fermatiascoltadanza
#settimanaDMTAPID
#danzamovimentoterapia
#arteducazionecura
www.apid.it